Siamo felici di ospitare un pezzo di storia di Sant’Anastasia tratto da “Racconti anastasiani” di Lello Sodano. Grazie Lello per il tuo prezioso contributo.
La Società Operaia di Sant’Anastasia compie cento anni!

E’ raro che un’associazione a Sant’Anastasia sia durata tanto tempo. Ci è riuscita la

Società Operaia di Piazza Trivio in una vecchia foto

Società Operaia di Piazza Trivio in una vecchia foto

Società Operaia di Mutuo Soccorso, con sede in Piazza Trivio.
Quest’anno La Società Operaia festeggia i cento anni della fondazione; Essa vide la luce nel luglio del 1914 per sopperire alle carenze dello stato sociale ed aiutare così i lavoratori a darsi un primo apparato di difesa, trasferendo il rischio di eventi dannosi (come gli incidenti sul lavoro, la malattia o la perdita del posto di lavoro).
Le società di mutuo soccorso comparvero in Europa tra il XIX e il XX secolo. Si trattava di una delle prime forme di solidarietà della classe lavoratrice, libere dal controllo statale e autogestite, istituite per affrontare le spese inerenti malattia, decessi e disoccupazione

Se le radici della solidarietà come forma associativa che prevede un patto di reciproco aiuto destinato a durare nel tempo secondo regole condivise di reciproca obbligazione, sono assai lontane nella storia, il mutuo soccorso nasce come forma organizzata di reciproco aiuto con il capitalismo. Costituisce una prima risposta collettiva alle conseguenze drammatiche del processo di industrializzazione e segna l’affermazione concreta della rivendicazione di dignità e di autonomia di interi gruppi sociali che affermano concretamente la volontà di difendersi collettivamente dai rischi del mercato sfuggendo all’umiliazione di dover chiedere aiuto nei momenti drammatici dell’esistenza: la perdita del lavoro, la malattia, la morte.

Con l’avvento del fascismo tutte le SOMS sparse sul territorio italiano vennero sciolte o incorporate in organizzazioni fasciste, e stessa sorte tocco alla Società Operaia anastasiana, ma quest’ultima preferì chiudere pur di non essere incorporata nei fasci, per riaprire poi agli inizi degli anni ’50.
Quando la Società Operaia riprese ad espandersi, la società italiana era profondamente cambiata: i lavoratori avevano ottenuto maggiori tutele, erano state introdotte le pensioni (ironia della sorte proprio da leggi fasciste) ed era stata estesa la protezione nel campo sanitario (almeno per il lavoro dipendente), mentre scarsa era la “copertura”.

La Società Operaia anastasiana ha provveduto per anni ad un’assicurazione sanitaria integrativa, al sostegno per la copertura di spese funerarie, attività ricreative ed inoltre promuove attività culturali e di assistenza rivolte non soltanto ai soci, in settori che vanno dai servizi di trasporto per anziani e malati, all’assistenza domiciliare e all’erogazione di borse di studio.

Bisogna aggiungere che la Società Operaia anastasiana è stata fedele ai principi di solidarietà ed assistenza, anche se oggi si è molto ridotto il numero dei soci e con esso numerose attività.
Sant’Anastasia, 21 luglio 2014

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